Poluzzi, svincolato in attesa di chiamata: "Speravo continuare con la Spal"

06.09.2019 17:17 di Tutto Spal   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Poluzzi, svincolato in attesa di chiamata: "Speravo continuare con la Spal"

Una lunga carriera che nel calcio dei grandi, in Serie D, è iniziato nella stagione 2005-2006, e che è poi culminata con gli anni in Serie A alla SPAL: ma per Giacomo Poluzzi è arrivato il primo step da affrontare, l’essersi trovato svincolato per la prima volta in carriera.
Un punto sulla sua situazione, ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, è proprio il classe ‘88 a farlo.

Un mercato dai mille volti quello che da poco si è concluso: come è stato a tuo parere, anche da diretto interessato?
“Credo che il mercato estivo sia stato molto entusiasmante, quest’anno sono arrivati molti big, come Lukaku, Sanchez, Rabiot, de Ligt, solo per citarne alcuni, e il livello della Serie A è sicuramente aumentato, c’è molta più competitività. Non solo la Juventus farà da regina, quest’anno il tasso tecnico si è alzato ovunque”.

Il mercato ti ha voluto ancora svincolato.
“Ero in scadenza con la SPAL, e la società ha preso scelte diverse rispetto a quelle che avrei magari preso io, che avrei chiuso volentieri la carriera a Ferrara: quando sono arrivato qui sapevo che non sarei stato titolare, ma mi immaginavo comunque come uno dei punti fermi e di fiducia di una società, non mi sarebbe dispiaciuto neppure rimanere dopo in dirigenza. Ma rispetto quello che hanno voluto”.

Credevi che qualche chiamata, anche dalla B o dalla C potesse arrivare?
“Qualche contatto c’è stato, ma niente si è ancora concretizzato. E onestamente pensavo che si potesse creare l’occasione, prima di approdare alla SPAL ero stato uno dei migliori portieri di C, lo dicono i numeri che con i miei compagni ottenni alla Fidelis Andria. Vero che poi non ho giocato due anni e mezzo, ma ad allenarsi con certi profili si impara molto, sono stati anni formativi”.

Potrebbe muoversi qualcosa a stretto giro di posta?
“La speranza è sempre viva, io non vorrei cambiare troppo la mia vita calcistica, voglio tornare a essere protagonista”.

Una lunga scalata dalla D alla A la tua: come è cambiato il calcio nel corso degli anni?
“Questo è probabilmente un nuovo punto di svolta, non solo la A ha aumentato la competitività ma anche la C sta tornando ai vecchi fasti, però il tutto è stato falcidiato negli anni dal problema della sostenibilità dei club, soprattutto nelle categorie più basse. Il discorso legato all’impiego massiccio di giovani è stato ovviamente legato a questo, un cane che si morde la coda, ma ha leso poi il mercato di tanti ragazzi. Cosa che comunque, nella scelta dei portieri, è rimasta: in molti si sono affidati a un giovane. Ma io non perdo fiducia”.