Zanchetta, "figlio d'arte" e giovane promessa in casa SPAL

07.10.2020 17:49 di Tutto Spal   Vedi letture
© foto di Jacopo Duranti/TuttoLegaPro.com
Zanchetta, "figlio d'arte" e giovane promessa in casa SPAL

Buon sangue non mente. Federico Zanchetta è un figlio d’arte dal futuro certamente luminoso. Papà Andrea è stato un ottimo centrocampista tra Chievo, Vicenza, Lecce e Cremonese mentre adesso ricopre il ruolo di allenatore nell’U18 dell’Inter. Scopriamo allora nel dettaglio tutte le caratteristiche del buon Federico. 

Nato a Biella il 23 marzo 2002, non può non ricalcare le orme del capo famiglia. In breve tempo si sparge la voce di un ragazzino che, nella zona nevralgica del campo, riesce ad abbinare quantità e qualità con sorprendente scioltezza. Lo staff scouting della Juventus si adopera con cura per assicurarsi le prestazioni del metodista.

Il derby d’Italia riscuote sempre un fascino inimitabile. Venerdì 16 giugno 2017 è una data priva di significato magari per molti, ma non per il protagonista del nostro approfondimento. Lo stadio "Dino Manuzzi" di Cesena ospita l’atto finale del campionato U15. I nerazzurri di Stankovic, Pirola ed Esposito cadono sotto i colpi bianconeri di Poppa e, udite udite, proprio di Federico Zanchetta.

Man mano il ragazzo cresce e dopo altre stagioni di apprendistato nella Juventus, opta per il passaggio alla SPAL. Nella scorsa annata il mediano biellese si alterna tra U17 e Primavera. L’estate ha portato parecchie novità all’interno del vivaio biancoceleste. Mister Scurto - uno che con le giovani leve ci sa fare eccome - ha sposato il progetto emiliano senza dubbio alcuno.

L’esordio 2020/21 è da urlo. La SPAL, nella cornice del "Paolo Mazza", piega 2-1 l’Inter. Ci pensano Elletrsson e Seck ad insaccare. Inutile il gol al minuto 85 di Casadei. Federico Zanchetta è il fulcro in cabina di regia per i padroni di casa. Una prestazione positiva, oltre la sufficienza, pone il giovane talento sul palco di una rilevante ribalta.
 

Sfoggia un fisico da normolineo con una struttura muscolare, superiore ed inferiore, che procede il suo percorso di sviluppo soprattutto negli ultimi due anni. Siamo dinanzi ad un elemento molto dinamico in campo, capace di impostare con parsimonia le trame di gioco, ma nel contempo anche di fiondarsi nella lotta contro qualsivoglia avversario. Creativo nel fraseggio stretto, non rinuncia ad inserimenti puntuali dalle retrovie verso la porta con licenza di colpire a rete.

Ciononostante deve maturare nella gestione della propria impulsività e veemenza agonistica in talune circostanze all’interno di un match. Il percorso, per la perla giovanissima di Biella, è ancora lungo. Lui ha davvero tutto per strappare applausi nel calcio che conta. Può tranquillamente ripercorrere, valorizzando le rispettive peculiarità, il tragitto compiuto da Sensi e Barella.

La ciliegina sulla torta si è materializzata con l’esordio tra i grandi a San Siro negli ottavi di Coppa Italia contro il Milan. Il nostro Federico, infatti, ha sostituito Dabo nel finale di partita. Una soddisfazione immensa, meritata ed emozionante.

(Riceviamo e pubblichiamo: di Alessandro Iacobelli per Promesse del Calcio)