Lazzari, l'ex Spal alla conquista della Lazio e della Nazionale

09.09.2019 09:42 di Tutto Spal   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lazzari, l'ex Spal alla conquista della Lazio e della Nazionale

Sono bastati 180’ a Manuel Lazzari per convincere il mondo Lazio. Tifosi, compagni, staff e dirigenti. Sono tutti entusiasti del nuovo acquisto, arrivato a Roma dopo un corteggiamento lungo più di un anno. Lo ha voluto fortemente Inzaghi, lo reputa super funzionale per il suo 3-5-2. E le prime due giornate di Serie A hanno confermato la bontà dell’investimento fatto dalla società in estate: circa 10 milioni di euro cash più il cartellino di Alessandro Murgia. Velocità, accelerazione e sacrificio. Sia in fase difensiva che in quella offensiva, dove diventa devastante quando guadagna il fondo. All’esordio in A ha totalizzato 2 gol e 1 assist, l’anno scorso invece è stato l’italiano che ha fornito più assist vincenti: ben 8 in campionato.

Non ha avuto difficoltà ad adattarsi a Formello, si legge nella lunga intervista che troviamo su TMW. Sia per una questione di lingua e ambiente che per conoscenze tattiche, avendo giocato da anni con Semplici in un 3-5-2. “Quando l’intermedio attacca lo spazio davanti a te devi portare palla, ma tanto lo sai perché alla SPAL la facevate sempre questa giocata”, gli ha urlato una volta Inzaghi nel ritiro di Auronzo. È alla Lazio da appena due mesi, ma sembra già un veterano. Tra i collaboratori e i medici ormai tutti lo hanno imparato a conoscere e gli vogliono bene, a testimonianza del suo carattere e atteggiamento. Parla poco, ma in campo si vede. Conosce l’importanza della gavetta e ora che ha raggiunto la Lazio apprezza la salita fatta. “La cosa che mi ha colpito più di tutti è l'emozione che aveva di indossare questa maglia, è una cosa rara”, ha spiegato il diesse Igli Tare. “Arriverà in Nazionale”, ha poi aggiunto. Questo è il suo obiettivo: vivere in azzurro gli Europei del 2020, la cui partita inaugurale sarà all’Olimpico, dove ormai è di casa. Mancini l’ha convocato l’anno scorso una volta (settembre 2018) e parte dietro nelle gerarchie. Con l'aquila sul petto avrà più opportunità di mettersi in mostra e per convincere il ct serviranno prestazioni, assist e anche gol, perché un quinto di centrocampo deve anche riuscire a segnare. Su questo dovrà lavorare, perché tutto gli si può dire tranne di essere amico con la porta avversaria. “Ne sono consapevole di dover migliorare, anche Inzaghi me l’ha detto: si aspetta almeno 3-4 gol da me”, ha rivelato il giocatore in sede di presentazione a Formello.

L’equazione è presto fatta. Far segnare e segnare per aiutare la Lazio a realizzare il sogno Champions, così che Mancini non potrà non tenere in seria considerazione la sua candidatura azzurra. Step by step, come ha sempre fatto. Perché il passo dai dilettanti alla Serie A è più lungo di quello dalla Lazio alla Nazionale.