27 Maggio 2012: uno dei giorni neri della storia spallina...

27.05.2020 13:03 di Tutto Spal   Vedi letture
27 Maggio 2012: uno dei giorni neri della storia spallina...

Il 27 maggio è una data da bollino nero per quattro grandi piazze del calcio italiano. Quel giorno, nel 2012, Monza, Spal, Piacenza e Triestina uscivano sconfitte dal doppio confronto nei playout e retrocedevano nell'allora Seconda Divisione. In realtà soltanto i brianzoli si presentarono ai nastri di partenza di quel campionato nella stagione successiva perché per le altre tre la retrocessione fece da preludio al fallimento estivo e alla succesiva ripartenza tra i dilettanti. 

Spal e Triestina non riuscirono a far valere il fattore campo nel doppio confronto rispettivamente contro Pavia e Latina. Gli estensi caddero sotto i colpi di Cesca e Marchi nella ripresa, senza riuscire a capitalizzare lo zero a zero dell'andata che gli avrebbe permesso di centrare la salvezza anche con un altro pareggio. La squadra di Vecchi uscì comunque tra gli applausi del pubblico, che riservò i fischi esclusivamente alla proprietà, causa degli otto punti di penalizzazione senza la quale la Spal avrebbe raggiunto una tranquilla posizione di metà classifica. L'estate segnò poi il fallimento societario e la fondazione della Real Spal, preludio alla fusione con la Giacomense di Colombarini e alla formidabile scalata verso la Serie A. Andò peggio alla Triestina battuta a Latina per 2-0 nella gara d'andata e chiamata ad un mezzo miracolo, soprattutto per una squadra che, tra campionato e playout, conosceva solo sconfitte da cinque partite consecutive. Miracolo che, ovviamente, non arrivò, nonostante il vantaggio lampo di Allegretti e il momentaneo 2-1 dello stesso Allegretti poco prima dell'ora di gioco. Burrai, l'uomo della provvidenza per i pontini, trovò in entrambe le circostanze il pareggio condannando alla retrocessione una squadra già da mesi in esercizio provvisorio e costretta a ripartire dall'Eccellenza.

Così come la Spal, ricordano i colleghi di tuttoc.com, anche il Piacenza si ritrovò a disputare i playoff per via di una pesante penalizzazione che l'aveva declassata al penultimo posto. I biancorossi vinsero di misura la gara d'andata contro il Prato, peraltro già sconfitto due volte anche nella stagione regolare, ma si arresero al piatto destro di Napoli in avvio di ripresa. L'uno a zero fu sufficiente ai lanieri in virtù del miglior piazzamento in classifica  mentre gli emiliani terminarono nel peggiore dei modi l'era Garilli. Fabrizio, figlio del compianto presidente Leonardo, era stato destituito dalla società fallita a marzo ma nemmeno i curatori fallimentari riuscirono a trovare compratori, accompagnando il club verso la fine dopo 93 anni di storia della matricola. Andò meglio, per usare un eufemismo, alla quarta squadra retrocessa, il Monza. Travolti per 4-1 dal Viareggio dopo aver perso anche la gara d'andata, i brianzoli furono gli unici a giocare effettivamente in Seconda Divisione nella stagione successiva, salvo poi fallire e ripartire dai dilettanti nel 2015.